Domande

 

 

Frequently asked questions, ossia domande poste di frequente. Nella speranza di fare cosa gradita ecco a tutti un rudimentale abbecedario  delle più gettonate questioni rivolte in fase conoscitiva, pensate con speciale riguardo nei confronti di coloro che desiderano effettuare l’apertura di una nuova attività professionale o commerciale. L’elenco è passibile di ulteriori necessari aggiornamenti, a causa del perenne rincorrersi delle variazioni della normativa o nella prassi seguita dagli uffici. Inoltre per ulteriori approfondimenti è possibile inviare un’apposita richiesta tramite i recapiti reperibili alla pagina contatti. Nessuna consulenza preliminare comporterà impegni di sorta a carico dei gentili visitatori. Buona lettura…

 

 

  • Sono un professionista. Quando devo emettere fattura?  la fattura va emessa al momento di effettuazione dell’operazione (art. 21 n. 4 del d.p.r. Iva) e nella specie questo momento coincide al più tardi con quello in cui i suoi clienti pagano la prestazione (art. 6 della stessa fonte normativa). Quindi se riceve un corrispettivo è obbligato a rilasciare fattura, anche se si tratta di un acconto.
  • Sono un imprenditore. Quando devo rilasciare fattura? Come nella precedente risposta, le fonti giuridiche idonee sono raccolte nel d.p.r. 633/1972 agli articoli 21 e 6. In particolare è sempre il momento in cui l’operazione viene effettuata a rilevare. Ma quest’ultimo cambia a seconda della tipologia di bene venduto. Salvo eccezioni quindi occorre distinguere tra: beni immobili (momento della stipulazione del contratto di compravendita); beni mobili (momento della consegna o spedizione); servizi (all’atto del pagamento). Come accennato esistono delle particolarità da approfondire (ad esempio in caso di vendita di beni mobili con effetti traslativi differiti nel tempo; vendita a una pubblica amministrazione e prestazioni di servizi generiche…).
  • Vorrei conoscere i costi e le modalità per aprire partita iva inerente un’attività d’impresa. Cosa bisogna fare? Per quanto concerne gli aspetti legati agli adempimenti iniziali, l’avvio di un’attività commerciale è soggetta a una serie di obblighi canonici. Per lo specifico settore sono poi da verificare ulteriori eventuali autorizzazioni ragion per cui sarebbe utile conoscere la natura del prodotto e/o servizio che si intende vendere. Occorrerà contattare lo sportello SUAP del comune territorialmente competente al fine di accertare la necessità ed eventualmente le modalità di redazione di una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività). Si procede con il modulo di richiesta di attribuzione della partita iva all’Agenzia delle entrate, l’iscrizione al registro delle imprese, all’INPS e la verifica circa gli adempimenti INAIL. Se lo svolgimento dell’impresa richiede l’utilizzo di un luogo fisico occorrerà assicurare l’agibilità del locale in cui avranno sede le operazioni e il suo adeguamento alle nome urbanistiche e igienico sanitarie. Si dovrà attivare un indirizzo PEC (posta elettronica certificata).
  • Rientro nel regime dei minimi (decreto 2011) e rispetto i requisiti ma a breve verrò assunto da un’impresa come lavoratore dipendente. Il reddito che conseguirò andrà a incidere sulla soglia massima di 30.000 euro di ricavi annua? Il limite dei 30.000 euro non concerne il reddito di lavoro dipendente.
  • Rientro nel regime forfettario (L. 190/2014) e rispetto i requisiti ma a breve verrò assunto da un’impresa come lavoratore dipendente. Potrò conservare i benefici fiscali del citato quadro normativo? Sopratutto dopo le modifiche apportate dalla legge di stabilità, i forfettari possono svolgere anche attività di lavoro dipendente. Non possono però avvalersi del regime i soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, eccedenti l’importo di 30.000 euro; la verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato.
  • Sto per diventare socio accomandante all’interno di una S.a.s e attualmente rientro nel regime dei minimi 2011. Cosa accadrà alla mia posizione contributiva? I contribuenti nel regime dei minimi non possono partecipare alle società di persone, associazioni o S.r.l. in regime di trasparenza fiscale. La conseguenza è la perdita dello status di minimo e l’ingresso nel regime ordinario. L’effetto decorre dall’anno successivo al verificarsi della condizione di esclusione (art. 1 comma 111 della legge finanziaria 2008).
  • Rientro nel regime dei minimi (decreto 2011) e vorrei effettuare acquisti all’interno della comunità europea, posso farlo? Certamente, non vi sono divieti in merito agli acquisti intra-comunitari però è necessario provvedere all’iscrizione della posizione nell’archivio VIES e procedere all’integrazione della fattura con l’iva in quanto non sarà indicata sul documento. La stessa iva sarà versata da Lei con un F24 entro il 16 del mese successivo. Inoltre il Suo consulente dovrà provvedere all’invio di una dichiarazione all’Agenzia delle dogane, definita Intrastat (Cfr. Circolare 17/E/2012).

 

 

 

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